Leia Dongue è una delle giocatrici chiavi della Oxygen Roma Basket. Una ragazza molto tranquilla, disponibile e sempre con il sorriso. A Roma ha trovato un ambiente perfetto per esprimersi al meglio: “Qui a Roma mi trovo benissimo, la città è fantastica ed è bellissimo vivere qui. Mi piace camminare per le strade di Roma, c’è sempre qualcosa da vedere. Adoro il tempo, anche adesso a dicembre non fa troppo freddo per essere in Europa. Ma adoro ancora di più i romani che sono sempre tutti simpatici e con la battuta pronta. Il calore delle persone e il legame con il basket che ha questa città l’ho notato fin dalla prima partita che abbiamo giocato al Palazzetto. Mi piace giocare con il supporto dei tifosi sugli spalti, mi dà una carica in più e cerco quindi di dare il massimo per farli divertire“.

La mozambicana, nonostante l’inizio difficile della squadra, è una delle migliori giocatrici per punti e rimbalzi realizzati: “Io cerco sempre di dare il massimo, non guardo molto le mie statistiche. Certo mi fa piacere segnare tanti canestri ma guardo di più al bene della squadra. Penso che le difficoltà iniziali siano dovute al fatto che eravamo una squadra nuova, tutte noi giocatrici venivamo da squadre diverse e sostanzialmente non ci conoscevamo. Adesso pensiamo partita dopo partita, stiamo costruendo la giusta alchimia in ogni allenamento. Il nostro obiettivo è quello di portare in alto questo club pensando al bene di tutta la squadra“.

La sua avventura con il basket è iniziata per caso ai tempi di scuola: “Ho iniziato a giocare a basket quando ero a scuola, avevo questo insegnate che mi ha fatto scoprire questo fantastico sport soprattutto perché ero già molto alta (ride, ndr). Prima avevo giocato a calcio e a pallamano, ma quando il coach di basket mi ha vista mi ha portato subito con lui in campo. Da quando ho iniziato a giocare a basket nel 2005 non mi sono più fermata. È stato amore a prima vista, nonostante nella mia famiglia nessuno aveva mai giocato a basket. Quando gioco mi sento veramente bene, non vorrei mai smettere“.

Nel corso della sua carriera ha avuto la possibilità di giocare in molto paesi diversi, dall’Angola all’Ungheria fino alla Francia e la Spagna. Questo però significa stare lontano dai propri affetti e a volte può essere un problema: “Stare lontano dalla propria famiglia è veramente difficile, sopratutto se è da diversi anni che non vivi più con i tuoi famigliari. Però questa situazione l’ho scelta e voluta io per fare il lavoro più bello del mondo. Per fortuna ormai ho trovato il giusto equilibrio, adesso negli ultimi anni è molto più facile soprattutto grazie a Skype e Whatsapp. La mia famiglia comunque sia mi viene a trovare spesso, quindi alla fine sono riuscita a trovare il giusto equilibrio“.

La numero 6 della Oxygen è una delle migliori giocatrici africane degli anni 2000: le 3 vittorie nella African Champions Cup, l’argento conquistato ad Afrobasket 2013 e 2 titoli di MVP nella African Champions Cup sono solo i riconoscimenti più importanti di una carriera che nel suo continente l’ha vista sempre risultare come una delle punte di diamante in ogni competizione: “Sono assolutamente consapevole delle mie responsabilità in quanto giocatrice africana. Soprattutto in Mozambico, quando indosso la maglia della mia nazionale, ho un ruolo come sportiva molto importante per i giovani atleti. Io cerco sempre di essere un buon esempio o un simbolo per tutti i bambini. Purtroppo in Africa, ma ancor di più in Mozambico, non ci sono tanti giocatori professionisti quindi rappresento un po’ una categoria d’élite. Voglio essere un punto di ispirazione, perché io sono una ragazza come tante ma se credi in quello che fai le soddisfazioni arrivano. Bisogna crederci sempre e avere pazienza, non bisogna mai mollare. Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei giocato a basket lontana dall’Africa in giro per l’Europa non ci avrei mai creduto, eppure eccomi qua (ride, ndr)”.

Al futuro Leia ancora non ci pensa, però sicuramente non vuole abbandonare il mondo del basket: “Al momento non ho nessun piano certo per il futuro. Voglio sicuramente continuare a giocare a basket il più a lungo possibile, ma so che purtroppo un giorno dovrò smettere. So per certo però che voglio rimanere all’interno del mondo del basket, non so cosa farò esattamente però non voglio perdere l’atmosfera che si respira intorno a questo sport. Sicuramente però non voglio fare il coach, magari però il ruolo di team manager può far per me. Mi piacerebbe anche lavorare con i bambini, chissà cosa mi riserverà il futuro“.

Infine una piccola curiosità sul suo nome: “Il mio nome completo è Leia Tania Dongue. Però la mia famiglia a casa e tutti i miei amici mi chiamano Tanucha. Quando torno i Mozambico mi chiamano tutti così, anche i giornalisti (ride, ndr). Nel mondo del basket però tutti mi hanno sempre chiamato Leia perché è più facile ed è anche il mio primo nome“.

Ufficio stampa Oxygen Roma Basket